Contro il formalismo della linea retta - Pensiero anarchico
Pennarello acrilico su tela 80x80 cm
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Dettagli
Un atto di rottura all'interno della pratica abitualmente seguita nella composizione pittorica: invece di linee rette perfettamente misurate, dei ghirigori imperfetti, senza righello, che si muovono verticalmente e orizzontalmente senza una trama prevedibile. Un “autoritratto polemico” di chi, “troppo” preciso, decide deliberatamente di sabotare il proprio formalismo, lasciando emergere il “pensiero anarchico” che qui è un modo di pensare con la mano: il rifiuto di progettare in favore della possibilità di cambiare direzione in ogni momento senza dover giustificare la scelta: la mente non vuole accettare percorsi obbligati, ma procede libera. Una sorta di “collettività” del segno (più colori, più voci, più linee in una sola mano), che limita il controllo fine sul singolo tratto. L’artista rinuncia alla precisione chirurgica del singolo strumento per accettare l’alea, la casualità delle combinazioni di colore e delle piccole divergenze tra le linee che si generano insieme.
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<Foto Eva Volpato>